Giovedi 31 Maggio 2012
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Pura Adrenalina

Articolo scritto da Leonardo Gusmeroli, pubblicato il 25/10/2011

Pura Adrenalina

….perché no! Questa è la risposta della mogliettina alla proposta di andare a trascorrere un week-end sullo splendido Lago di Garda in occasione della storica BikeXtreme. Un tempo una gara per temerari che a fine ottobre, con qualsiasi condizione meteo, si prestavano a raggiungere quota 1.865 del Passo Tremalzo. Da due anni a questa parte, il percorso è stato completamente rivoluzionato, ridotto in termini di chilometraggio (40,5) e in termini di dislivello (1.557 mt.), ma comunque sempre “cattivo”. Sono anni che penso a questa gara, ma il clima autunnale mi ha sempre frenato gli entusiasmi: questa volta no, lo splendido Ottobre mi sta dando un’occasione imperdibile.
E’ sabato mattina e si parte alla volta di Limone sul Garda, piccolo paesino turistico posto sulla sponda occidentale nella parte settentrionale del Lago di Garda.
Cerchiamo immediatamente l’hotel, per mettere al sicuro bici e bagagli, dove ci viene offerta una Junior Suite. Ci spostiamo successivamente sul lungolago (centro nevralgico della manifestazione), per procedere con le solite operazioni di verifica iscrizione e ritiro del modestissimo pacco gara: T-shirt commemorativa e un integratore. La giornata è splendida anche se la temperatura è abbastanza frizzante. Visita turistica del paesino e della vicina città di Riva del Garda, pizza e poi nanna.
Sveglia alle 7, colazione abbondante come sempre e vestizione: corto con manicotti e smanicato.
Oggi non c’è tattica, la gara è tutta un’incognita, compreso il tratto finale di downhill, l’obiettivo è finirla indenne, portando a casa pelle e bici. Se poi arriva anche il risultato, tanto meglio.
Siamo in griglia, pronti a partire e le raccomandazioni dello speaker riguardano la temutissima discesa finale. Sono le 10 e si parte. Subito mi devo impegnare per non perdere il treno buono nel primo tratto in salita di 450 mt. che dal lungolago ci porta sulla Gardesana. Qui mi aspettano 10 km di puro terrore: gruppo compatto a più di 40 km/h tra curve e gallerie spesso non illuminate. Purtroppo non sono mancate le cadute che fortunatamente non mi hanno coinvolto. Nei pressi di Riva del Garda si svolta a sinistra ed è qui che comincia l’unica salita, lunga più di 17 km, che ci porterà al Passo Guill a quota 1255 mt. Il primo tratto della salita (4,5 km) si percorre sulla panoramica del Ponale: una mulattiera molto pedalabile, dal fondo misto, con scorci mozzafiato sul lago (sembra di essere sulla Costiera Amalfitana). Pedalo senza affanno con un occhio rivolto al panorama. Terminato il Ponale, imbocchiamo una discesa asfaltata in galleria (1 km) e, dopo un tratto impegnativo in salita (2,7 km), entriamo sulla ciclabile (2,6 km) che porta a Molina di Ledro. Senza dannarmi troppo sono già a 660 mt. di quota. Da qui la salita (7,25 km) si presenta subito con un duro tratto acciottolato e con una serie di strappi cementati, inframmezzati da tratti sterrati in falsopiano, ottimi per riprendere fiato. Un ultimo sforzo su prato e siamo al GPM (dopo 28,5 km di gara). Per il finale occorrono energie fisiche e mentali e il tratto ondulato in quota di 5,4 km sembra fatto apposta. Si arriva così all’apoteosi, un ultimo tratto di pura adrenalina: per intenderci, perderò 1.100 mt. di quota in soli 5,2 km (21% di pendenza media). Si comincia con un tratto nel bosco in single track ripidissimo (1,8 km), tutto da guidare cercando di mantenere il giusto equilibrio: i freni sono sempre in tiro e le braccia cominciano a soffrire. Terminato il bosco, comincia una mulattiera in acciottolato (2,5 km) dal fondo compatto ma irregolare che non da riposo a mani e freni: a causa degli indolenzimenti, sono costretto a modificare l’impugnatura della bike, passando dalla frenata ad un dito a quella a due dita. Il fischio dei freni è assordante e la paura di un qualsiasi guasto all’impianto fa aumentare ancora di più la tensione nervosa. Raggiunta la parte alta di Limone, si scende ancora, costeggiando il torrente, lungo un ripido camminamento con fondo in ghiaietto (0,9 km) fino ad arrivare alla spiaggia, ultimi 500 mt. su ghiaia ed è finita: una liberazione!
Ad attendermi sotto il traguardo c’è la mogliettina, spumeggiante di complimenti, sorpresa anche lei del mio arrivo anticipato, pronta a immortalare l’impresa con qualche scatto mentre prendo d’assalto il ristoro finale.
Risultato finale ottimo e inaspettato: col tempo di 2:13:24 mi piazzo al 75° posto assoluto su 309 arrivati, a poco più di 25 minuti dal vincitore, e 1° dei 23 cicloturisti.
Torniamo all’hotel per una meritata doccia, per poi ridiscendere sul lungolago per l’abbondante pasta party e le successive premiazioni.
Questa volta i complimenti li faccio a me stesso, per l’ottimo risultato a stagione finita.

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