Articolo scritto da Leonardo Gusmeroli, pubblicato il 24/10/2010
E così siamo giunti al capolinea di una stagione sicuramente impegnativa.
Siamo ad Erba per gareggiare in una GF inizialmente prevista per il mese di Maggio (ottimo per il raggiungimento di quote non elevate), ma posticipata per ragioni di sicurezza sul percorso colpito da alluvioni.
Spinti più dalla curiosità del nuovo percorso di gara e dal completamento del circuito “Overland”, piuttosto che dalla voglia di lottare per un piazzamento. Oltretutto il meteo non promette niente di buono, anzi, danno acqua e a fine ottobre, è di quella “molto fredda”.
Io e la mia mogliettina partiamo da casa che è ancora buio e, come ci si aspettava, piove e fa freddo: le premesse non sono delle migliori.
Arriviamo ad Erba e col trucco di dover scaricare del materiale nell’area Team, riusciamo a parcheggiare a ridosso della partenza. Non piove e il terreno non è neanche particolarmente infangato: meglio così.
Operazioni preliminari senza code e ritiro di un pacco gara un pò scarsino: magliettina commemorativa dell’evento, telo spugna personalizzato e integratore.
Il dubbio è come mi vesto? Intermedio o corto? Opto per il medio sotto e per manicotti + smanicato sopra. Scelta azzeccata anche se sotto il corto poteva anche andar meglio: non faceva assolutamente freddo e in gara è la prima cosa che si dimentica.
Siamo sorprendentemente in tanti e anche la rappresentanza del BTM è da grande manifestazione: siamo in 7 e non capita spesso. Manca l’amico Salice: in ottobre comincia a patire il freddo e inoltre non riesce ad allenarsi con costanza e continuità.
Qualche km di riscaldamento più per prendere confidenza col nuovo mezzo prestatomi da Massimo, dopo le sventure del Lura bike, su altra MTB prestata: ma perché mi hanno rubato la mia cara Olimpia?
Ingresso in griglia abbastanza caotico e senza presidio alcuno.
Tutto è pronto, si parte ed è subito bagarre per guadagnare più posizioni possibili, il nuovo percorso corto non presenta particolari dislivelli e quindi spingo a tutta per evitare possibili intoppi. Come un lampo vedo Galbusera districarsi magistralmente nel plotone e scompare all’orizzonte (alla fine mi racconta di essere anche scivolato alla partenza). La prima parte di gara la faccio con Faggi, molto combattivo nei tratti da “rapportone”: l’unica difficoltà è quella di evitare il più possibile le pozze d’acqua per non rischiare di scivolare. Qualche “strappetto” e si arriva al bivio dei due percorsi (non molto visibile, vero Mauro?): li comincia la mia “battaglia” personale. Mi trovo in compagnia di tre concorrenti di cui uno è un cicloturista. In salita e in discesa mi difendo bene ma in pianura faccio decisamente fatica a tenere la ruota: continuo a dirmi “adesso li mollo, sono cotto”, ma non accelerano e quindi rimango attaccato. Una breve salita su ciottolato scivoloso, mi fa perdere il treno dei due tesserati (non riesco a scalare sul rapportino e la ruota posteriore continua a perdere aderenza), ma riesco comunque a guadagnare un po di vantaggio sul cicloturista.
Pianura asfaltata e mi si riaggancia alla coda, rimanendo li a “succhiare la ruota”. Ad un certo punto la svolta, comincia una discesa veramente molto tecnica e scivolosa: riesco a rimanere in sella inventando traiettorie per evitare sassi e piante. Alla fine della discesa mi giro e non vedo nessuno. A quel punto do tutto per mantenere il distacco, anche se non so quanto manca all’arrivo e cosa mi aspetta. Fortunatamente mancavano pochi km e senza difficoltà.
All’arrivo trovo pronta la mogliettina ad immortalare il risultato: 6° assoluto e 1° dei “reali” non tesserati.
Dico “reali” perché i concorrenti tesserati che hanno scelto di gareggiare sul percorso corto (scelta inizialmente non prevista dal regolamento), sono stati declassati a “non tesserati”.
Sosta al ristoro finale fornitissimo di frutta, dolci e bevande a volontà (lungo il percorso non ne ho visti).
Il lavaggio bici, invece, mi è sembrato sottodimensionato con poche gomme oltretutto con acqua senza pressione: qualche idropulitrice sarebbe stata gradita.
Le docce, cosa più unica che rara, calde e spaziose (non so però se siano rimaste calde fino all’arrivo di tutti i partecipanti).
Il pasta party si rileva piuttosto scarno: scelta tra due tipi di pasta, un panino non imbottito e una bottiglietta di acqua. Un frutto o un dolce sarebbero stati molto apprezzati. A dire il vero c’era un secondo piatto di carne, ma era riservato ai “pagatori”.
Ci ritroviamo tutti allo stesso tavolo per mangiare e per aspettare le premiazioni: in tre verremo “omaggiati”. Saranno abbondanti: prodotti alimentari per i primi 10 di ogni categoria, con estensione ai primi 10 (inizialmente solo i primi 5 “non tesserati”) anche per l’assoluta del percorso corto.
Saluto i “compagni” presenti del BTM, ai quali do appuntamento a sabato prossimo per la consueta gara sociale in MTB: l’ultimissima pedalata impegnativa, poi BASTA.
Per finire vorrei segnalare l’ennesimo episodio spiacevole: non si sta parlando di furto bici come già successo in tempi passati (al sottoscritto e ad altri compagni), ma di scarpe. Ebbene si, ad un amico anno rubato le scarpe da MTB (usate e sporche) durante la doccia.
Siamo veramente alla frutta: si sente che c’è crisi!
Ciao a tutti.