Articolo scritto da Fabio Balbi - Mauro Rusconi, pubblicato il 07/09/2010
Mauro Rusconi racconta il suo periodo, decisamente sfortunato.
"Quello che mi è accaduto nelle ultime due gare devo propio raccontarlo, 'la sfortuna ci vede bene' questo potrebbe essere il titolo.
Proprio nelle prove che ci tenevo di più e valide per i vari circuiti, mi sono accaduti incovenienti meccanici che mai in dieci anni di gare si sono verificati con questo accanimento, forse qualche avversario gufa???
Ad Agosto partecipo alla Pedaleda, gara valida per il trofeo Windtex che mi vede impegnato a difendere la mia quarta posizione in classifica master 5.
La settimana precedente sono già in Livigno e svolgo un allenamento accurato e mirato per appuntamento,passeggiate x acclimatarmi, uscite in agilità poi salite più impegnative prova del percorso etc etc.
Dopo i primi giorni di fatica, sento che la forma migliora e le sensazioni sono buone sono fiducioso in buon risultato,
sicuramente difficile ripetere il terzo posto dello scorso anno ma senz'altro rendere dura la vita agli avversari quello è assicurato.
Finalmente è Domenica, sono carico non vedo l'ora di partire via alle 8,30 scatta la gara e dopo soli 4Km i miei entusiami si raffeddano,
alla fine della prima breve discesa all'imbocco di Val Federia, la ruota posteriore si sgonfia.
Rapidamente verifico il danno cerco di capire, il copertone è OK, lo rigonfio con il fast ma la pressione non regge, faccio girare la ruota per disporre il liquido sigillante in maniera omogenia ma niente continua a sgonfiarsi, noto l'uscita della schiuma da un foro ci metto il dito per chiuderlo, vedo sfilare Giorgio e poi ancora Aldo che mi chiede cosa mi è accaduto, ho bucato grido caz.....!!! silenzio forse il foro si è chiuso.
Riparto inviperito in breve sono lontano dallo sguardo di Aldo e mi dico, o recupero o salto vai più che puoi.
Sulla salita che porta al Passo Eira riprendo Giorgio, mi calmo prendo fiato e cerco di recuperare energie, via sull'Alpisella la gamba è buona torna l'entusiasmo ma ecco la sfiga ancora in agguato, la gomma non regge e al ristoro mi fermo per la sostituzione della camera.
Gara finita? Ma neanche a parlarne, scendo la discesa a tutta e prima di raggiugere il fondovalle di Livigno riprendo Giorgio, lo supero dicendo che non lo volevo rivedere più fino al traguardo e così è stato.
La gara si chiude in undicesima posizione di categoria con il tempo di 5,57,37" con solo 12 minuti in più dello scorso anno,(con quello che mi è capitato!) sono consapevole e felice della grande prestazione, ma amareggiato del risultato che non basta a difendere la quarta posizione".
Ed ora passiamo alla vicenda Marathon Bike.
"La prima parte del percorso è stata visionata la Domenica precedente con l’amico Alessandro,
essendo stato informato dei molti cambiamenti, era indispensabile verificare le modifiche.
Consapevole dell’insidie del nuovo tracciato, penso e fisso nella testa una condotta di gara virtuale per non sbagliare e rimanere a secco di energie prima del dovuto; la gara è troppo importante qui mi gioco ben 5 circuiti e le fatiche di tutta una stagione.
Per merito di classifica ho diritto con gli amici Giorgio,Giuseppe,Aldo alla prima griglia a ridosso degli Elite; ottimo con 1700 partenti questo è sicuramente un buona cosa.
Si parte; convinto di fare bene non forzo più di tanto ho già ben chiaro dove devo spingere.
I chilometri scorrono veloci ben presto arriva il tratto nuovo del percorso tutto procede per il meglio, mi sento bene lo sforzo è sottocontrollo,
vedo poco più avanti Soraci mentre Giorgio si è già involato, degli altri nemmeno l’ombra loro volano.
Arriva il guado e la prima nuova parte finisce velocemente, ora bisogna iniziare ad aumentare il ritmo.Spingo sui comandi per cambiare rapporto ma stranamente la leva è molto leggere, mi impianto e tardo qualche attimo per comprendere quello che è accaduto, ci riprovo nulla solo a questo punto mi rendo conto che il cavo del cambio si è spezzato lasciandomi a disposizione i soli rapporti 26/11 o 39/11 “IL DRAMMA”.
Demoralizzato spingo la bici su per la salita, superata risalgo in sella ma ben presto mi rendo conto che è impossibile superare le successive asperità in quelle condizioni.
Procedo sconsolato arrivo alla salita in asfalto di Sceriza, chi la conosce sa di che pendenze si sta parlando,vedo alcuni spettatori fuori delle loro case e chiedo se hanno disponibile un poco di filo di ferro voglio tentare una riparazione, dopo alcuni minuti di attesa, nulla il filo non c’è.
Beh è finita addio al Prestigio, Windtex, Nobili e non parliamo delle classifiche per la coppa Lombardia e il Super Lombardia bruciata la stagione, avvilito sto per imboccare la strada del ritorno, passa Cristian e mi chiede se ho bisogno, gli urlo di non fermarsi che per me la gara è finita li.
Testardo monto in sella e provo ad affrontare la salita zizzagando ma è troppo dura, non ci volevo credere, doveva esserci un modo per coprire quei 59 km che mi separavano dal traguardo.
Mentre proseguivo a piedi ripetendomi che non era accettabile compromettere tutto in una sola gara, raggiungevo Scerizetta.
Vedo una casa in costruzione: in un cantiere edile il filo di ferro non può mancare!
Entro lo vedo, eccolo ne prendo un pezzo e subito mi metto all’opera bloccando il cambio sul pignone da 36 denti, riparto spingendo il 39/36 cercando di recuperare il più possibile.
Al ristoro del San Genesio ci arrivo superando un sacco di gente e ne sono certo, più di uno mi avrà dato del pazzo, chissà dove vuole andare quello!! Inizio la discesa convito di poter salvare il salvabile ma la sfortuna non è mai sola e la gomma anteriore si sgonfia.
Riparo e riparto il morale è sotto le ruote, ma il detto dice che:”chi la dura la vince” e il sottoscritto vuole vincere questa sfida personale con la malasorte.
La discesa è un’agonia il rapporto è troppo agile e non si riesce a pedalare, provo a bloccare il cambio in un pignone intermedio, nulla da fare bisogna rischiare il tutto per tutto e andare all’arrivo con il 26/11 o si salta o si arriva, morti ma si arriva.
La telenovela non finisce qui, a circa 15 km dall’arrivo incontro Giorgio che litiga con la sua ruota, ha bucato e il copertone non vuole saperne di scendere dal cerchio.
Mi fermo e gli do una mano, con qualche stratagemma e imprecazioni sostituiamo la camera d’aria, rigonfiamo la gomma con quello che mi resta della mia bomboletta ed insieme ripartiamo.
La mia personale sfida con la malasorte termina in 4,54,08” classificandomi 41° di categoria, che mi permette di confermare il 5° posto finale nel trofeo Windtex , il 4° nei Super Nobili più il brevetto del Prestigio, mentre la classifica di Coppa Lombardia e Super Lombardia è compromessa totalmente,
sarà per la prossima stagione.
La soddisfazione maggiore è stato quando ho chiamato al telefono la moglie che candidamente mi
Ha risposto: finalmente sei arrivato ti davo per disperso, hai trovato i funghi?
Alla fine voglio solo dirmi: BRAVO e COMPLIMENTI non so dove ho trovato la forza e la determinazione per concludere questa gara,
chi si loda si imbroda ma la gioia è tanta solo per avere raggiunto il traguardo limitando i danni, quando ci vuole ci vuole!!!
Mi auguro di avere saldato il mio personalissimo conto con la sfortuna e che sin dalla prossima gara a Ponte di Legno, la dea bendata mi assista".