Giovedi 31 Maggio 2012
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Il BTM alla Marathon Bike della Brianza

Articolo scritto da Leonardo Gusmeroli, pubblicato il 05/09/2010

Il BTM alla Marathon Bike della Brianza

Percorso impegnativo e divertente al tempo stesso. Fortunatamente anche quest’anno non ha piovuto (solo pochi tratti fangosi) altrimenti il 50% del percorso lo si farebbe a piedi.
Pacco gara di valore: occhiali sportivi e integratore.
I ristori lungo il percorso mi sono sembrati ben forniti, vista la grossa quantità di ciclisti fermi a rifocillarsi, come pure quello finale vario e abbondante con scelta di bevande, dolci e frutta.
Ben segnalati i km mancanti con cartelli molto evidenti, utili per gestire al meglio le forze.
Lavaggio bici super (spesso sottodimensionato), con diverse gomme e idropulitrici, posto a pochi metri dall’arrivo.
Docce fredde, non è una novità, ma capienti e quindi adatte a smaltire i numerosi partecipanti senza lunghi tempi di attesa (in una giornata così si apprezzavano anche fredde, in caso di brutto tempo però…….).
Il pasta party da fascia medio-alta, piatto di pasta (al sugo o al pesto), mini piadina imbottita, formaggio da spalmare, panino, acqua “fresca” (una super rarità) e per finire ghiacciolo.
Rimborsi in denaro per i primi 50 classificati uomini e prime 5 donne. Premiazioni ai primi cinque di ogni categoria con esclusione dei non tesserati (che peccato) e premi a sorteggio.
Ogni anno c’è una gara in cui qualcosa va storto: l’anno scorso è toccato alla Valcavallina Superbike con la rottura della catena, puntura di vespa al labbro e, per finire, foratura negli ultimi km, quest’anno la Marathon.
LA GARA
Mi assegnano un pettorale basso in quanto registrato come M3 (spesso capita e devo sostituirlo con uno da cicloturista), questa volta lo tengo (i non tesserati non vengono premiati) e così posso partire da una griglia favorevole (non l’ultima come al solito) in compagnia dei “compagni” Cannas, Galbusera e Faggi.
Partenza a tutta per evitare i sicuri intoppi ai primi single-trek e Galbusera non lo vedo già più: un missile. In breve tempo raggiungo Baggioli, poi Rusconi e poi Acquati (raggiungere anche Salice è un’utopia). Intorno al 13° km il disastro: arriviamo da un tratto in pianura piuttosto veloce e si svolta a sinistra su una rampa molto ripida. La cambiata veloce mi causa un salto di catena e la stessa si infila tra il pacco pignoni e la ruota. Comincio a litigare con la catena per liberarla, provo a togliere la ruota ma non ci riesco (la frenesia non aiuta di certo). Dopo vari tentativi e altrettanti fallimenti, penso al ritiro ma non so neanche come tornare alla partenza. Nel frattempo mi risorpassano i compagni del BTM. Sconsolato mi sposto dal tracciato, mi calmo e provo a far leva con una brugola. Finalmente riesco a riportare la catena sui pignoni e riprendo a pedalare cercando di recuperare il più possibile. Mi trovo nella pancia del ciclone e ad ogni restringimento ci si ferma e non si sa il perché. Riprendo Cannas il quale mi incita a proseguire, poco dopo vedo Rusconi a bordo strada che osserva il deragliatore posteriore, incredulo come la mucca al passare del treno: mi dice di aver rotto il filo del cambio (azz…). Raggiungo Acquati e gli racconto del mio misfatto e di quello di Rusconi. Raggiungo anche la Mazzuccotelli, una biker con la quale mi trovo spesso a battagliare: allora sto andando forte, sto proprio recuperando. Nel dubbio, passo i ristori senza utilizzarli. Per altre tre volte la catena mi finisce nello stesso posto (si è allentata la vite del fine corsa) ma, con calma olimpica, riesco sempre a sistemare in breve tempo.
In discesa comincio ad avere problemi di lucidità, faccio fatica a impostare bene le traiettorie: pago lo sforzo per recuperare. Siamo ai -15 e quasi improvvisamente si “spegne la luce”. Sono “cotto”, alcuni atleti mi sorpassano tra cui la Mazzuccotelli, provo a tenergli la ruta ma abbandono ben presto l’idea (anche stavolta arriva prima di me: al traguardo mi da 4 minuti). I km non passano più e sono più quelli che sorpassano me di quelli che sorpasso io.
All’arrivo aggredisco il ristoro finale: sono completamente disidratato e affamato.
Risultato finale: il tempo di 4:16:36 mi piazza al 298° posto in classifica su 851 arrivati e terzo tra i non tesserati. Il mio contachilometri segna un tempo netto di 4:04:06 (per la riparazione e le successive soste per ingorghi ho perso 12 minuti e mezzo). Dopo un 4° posto della scorsa edizione, miglioro la mia prestazione: peccato perché quest’anno, senza guai meccanici, avrei potuto insidiare anche la seconda posizione. Speriamo solo di aver esaurito tutta la “sfiga” del 2010.
Vorrei fare i complimenti a tutti i “compagni” di avventura/sventura del BTM: all’amico Salice che ancora una volta si dimostra il più veloce (84° assoluto), a Galbusera che gli ha fatto sentire il fiato sul collo (90° assoluto ad appena 39’’), a Rusconi che servendosi di un pezzo di filo di ferro si ingegna per tamponare il guasto meccanico e raggiunge l’arrivo, non prima di aver aiutato Acquati alle prese con un copertone forato che non voleva saperne di gonfiarsi e a tutti gli altri.
A, dimenticavo, i complimenti vanno fatti anche all’amico Dessì che questa volta mi ha rifilato ben 16 minuti. Potrei “appellarmi alla Corte” per il salto di catena, ma questa è la dura legge della MTB e, con tutta onestà, penso che oggi mi avrebbe battuto comunque.
L’avevo detto, dopo Bormio, che probabilmente me l’ero “tirata” da solo.
Ciao a tutti e alla prossima.

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