Giovedi 31 Maggio 2012
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Trasferta tedesca per il BTM

Articolo scritto da Leonardo Gusmeroli, pubblicato il 08/08/2010

Trasferta tedesca per il BTM

Trasferta tedesca per il BTM
E’ sabato 7 agosto e due impavidi bikers del BTM (Salice e Gusmeroli) si mettono in marcia per raggiungere Sankt Wendel, una località situata nel sud-ovest della Germania, non lontano dalla frontiera francese e da quella del Lussemburgo. La cittadina tedesca, per il 2010 è la sede del World Championships UCI Mountain Bike Marathon (già Europeo di MTB Marathon nel 2007). La distanza per il mondiale è ovviamente la lunga (107 km con 2.556 mt. di dislivello), mentre i biker amatoriali potranno scegliere tra altri due percorsi più corti (52 km con 1.144 mt. e la 30 km con 643 mt.). Ovviamente noi scegliamo la lunga: non andiamo di certo fino in Germania a fare brutte figure “accontentandoci” di un percorso ridotto.
E così si parte, di prima mattina, in compagnia della mogliettina e di amici, per l’attraversamento della Svizzera col traforo del San Gottardo, per poi transitare in Francia e finire in terra tedesca. Il paesaggio presenta infinite coltivazioni collinari e zero montagne: effettivamente il grafico dell’altimetria disegna più di 20 salite.
Arrivati a Sankt Wendel, subito all’albergo per scaricare bici e bagagli e successivamente all’ufficio registrazione per le solite operazioni di verifica iscrizione e per ritirare il pacco gara: un paio di calzini da bici e nulla più (un tantino scarso, ma il costo era stato abbassato da 40€ a 28€). Poi andiamo al Centro sportivo dove, viene servito il pasta-party il giorno prima anziché a fine gara.
Terminate le procedure alimentari, breve giretto nel centro storico per poi tornare in albergo.
E’ il giorno del mondiale e la tensione pre-gara comincia a farsi sentire. Colazione abbondante e ultimi preparativi: scelta dell’abbigliamento e degli integratori da portare.
C’è fermento, all’ingresso dell’hotel e per strada c’è un via vai di bikers che testano il mezzo (freni, forcella, cambio) e cominciano il riscaldamento trasferendosi alla zona Partenza/Arrivo.
Sembriamo tutti delle formiche impazzite che cercano di mettersi nella migliore posizione per l’accesso ai recinti posti in mezzo al campo distinti per tipologia di pettorale: a orario prestabilito, apertura dei cancelli per l’ingresso sulla pista di atletica e posizionarsi sul nastro di partenza. Ovviamente i primi a partire sono gli atleti Elte, seguiti dai Licenz (Salice) e poi dagli Hobby (Gusmeroli); infine, partenza dei percorsi più corti.
Pronti via e subito si capisce la tipologia della gara: a tutta e senza respiro. Il percorso è molto scorrevole, poco asfalto (15%) e consente alte velocità; diventa così importantissimo inserirsi in un bel treno per “succhiare” adeguatamente la ruota. E’ un continuo saliscendi con strappi anche severi ma brevi e riesco a tenere la ruota di un gruppetto fino al km 57. Mi rendo conto ben presto che mi hanno letteralmente spompato e, considerata la lunghezza, decido di staccarmi e continuare col mio ritmo. La velocità rimane comunque elevata (da padellone) e tra qualche sorpasso e poche gocce d’acqua, arrivo intorno all’80° km dove mi trovo costretto ad una breve sosta al ristoro (in totale ben 5 lungo il percorso) per riempire la borraccia e lo stomaco.
La pioggia cresce d’intensità ma non troppo da impensierirmi, continuo e giungo ai -10 dove l’emozione (commozione) per essere in dirittura d’arrivo mi aiuta a “raschiare il barile” delle energie e di spingere a tutta. Arrivo sotto lo striscione e, glorioso, rallento per alzare al cielo la mia bike, pienamente soddisfatto della prestazione. La mogliettina mi aspetta a bordo pista con la macchina fotografica, pronta ad immortalare l’evento e noto subito anche in lei uno sguardo gioioso: senza esitare mi fa i complimenti e mi chiede le prime impressioni. Tra un boccone e l’altro al ristoro finale (poco generoso) rendo partecipe anche lei della mia lunga avventura.
Mi dirigo al vicino lavaggio bici (abbondante) e trovo Salice giunto da pochi minuti e anche lui soddisfatto della prestazione. Mi racconta di essere andato un po in crisi intorno all’80° km ma di aver stretto i denti per chiudere nel migliore dei modi.
Gli elogi per il percorso e per l’organizzazione si sprecano da entrambe le parti.
Risultato finale ottimo: il tempo netto di 5:09:21 mi piazza al 16° posto in classifica su 176 arrivati degli “Hobby”, a soli 11 minuti e 27 secondi dall’amico Salice, che a sua volta strappa un 35° posto tra i “Licenz” col tempo netto di 4:57:54.
Ormai rilassati, torniamo all’hotel per una doccia rigenerante e, di seguito, andiamo a visitare un bellissimo laghetto in un’altra zona del territorio. Cena, passeggiata e a nanna (vista la distanza abbiamo preferito fermarci a dormire anche la domenica per rientrare poi il lunedì).
E adesso vacanza per tutti o quasi.
Ciao e alla prossima.

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