Articolo scritto da Fabio Balbi, pubblicato il 11/09/2009
Un inezia, poco più di trenta centimetri, hanno tolto al ciclista mandellese Triboli la soddisfazione di conquistare il titolo mondiale della specialità su strada.
Campionati mondiali di ciclismo disabili, a Bogogno in provincia di Novara, che stanno portando bene alla causa azzurra ma anche al ciclismo mandellese.
Prima di entrare nei dettagli della gara di Fesi (campione paralimpico a Pechino nel 2008) da registrare infatti il titolo mondiale nelle crono conquistato dal marchigiano di Fabriano Giorgio Farroni (Cp2) atleta tesserato per la società mandellese della Moveo.
Dopo il quinto posto conquistato nella gara contro il tempo (a diciotto secondi dal podio), Fabio Triboli è stato impegnato ieri nella prova in linea. La sua corsa. Era partito motivato e convinto che era l'atleta più controllato dagli avversari.
Fabio, la nazionale azzurra, ha corso bene con grande tranquillità. "In effetti la gara l'abbiamo controllata molto bene".
Un circuito di 10 km da ripetere otto volte con tre strappetti, soprattutto l'ultimo (all'8%) davvero impegnativi.
"Siamo andati via in una ventina. Tutti i migliori - spiega Fabio Triboli - i miei compagni di squadra mi hanno portato sotto fino all'ultima salita. Tutto procedeva bene".
Ed invece?
"Mi ha sorpreso lo scatto del brasiliano Solito Goherg partito nel tratto in salita. Ha guadagnato qualche metro di vantaggio. Peccato solo che nel finale c'erano due curve a destra. Con il mio handicapp al braccio destro in queste situazioni sono un po' 'impedito' ".
Ci ride anche sopra Fesi. Poi il tratto finale. "Se l'ultimo rettilineo era di 200 metri al posto di 150 avrei vinto il mondiale. Vedevo che guadagnavo metri sul brasiliano ma purtroppo è arrivato anche il traguardo".
Deluso?
"Assolutamente no. Correre su questi livelli e giocarsi il mondiale dopo l'anno olimpico, è una situazione che accetto con grande serenità e grande rispetto per il vincitore".
Ringraziamenti?
"Ci tengo a dedicare questo argento a mia moglie - conclude Fabio Triboli - e consentitemi di ringraziare tutti coloro che sono venuti ad incitarmi a Bogogno: familiari, quelli del Bike Team Mandello, amici, compagni di lavoro. Tutti. Grazie di cuore".